
Concedersi un trekking contemplativo è un atto rivoluzionario e benefico. E’ una via per avvicinarsi al silenzio.
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Il silenzio è un’esperienza e non possiamo ‘raccontarlo’ ma solo viverlo, dandoci la possibilità di aprirci e scoprire una via di conoscenza della realtà che non è solo cognitiva ma anche contemplativa.
E’ concedersi una tregua, rallentare, aprire i sensi alla vita del bosco con i suoi elementi vegetali, minerali, animali…, farsi guidare dal respiro, semplicemente, come una persona cara che ti prende a braccetto, trovare spazi, dentro e fuori dove sospirare, non per lo sforzo, ma perchè finalmente lo abbandono.
Trascorriamo parecchio tempo cercando la felicità quando il mondo intorno a noi trabocca di meraviglie. Essere vivi e camminare sulla terra è un miracolo, eppure la maggior parte di noi sta correndo come se esistesse un luogo migliore in cui andare. La bellezza ci chiama ogni giorno, ogni ora, ma raramente siamo nella posizione di ascoltare. La condizione essenziale perché possiamo sentire il richiamo della bellezza e rispondervi è il silenzio. Se non abbiamo il silenzio dentro noi stessi – se la nostra mente, il nostro corpo, sono colmi di rumore – non possiamo udire quel richiamo.
Il dono del silenzio – Thich Nhat Hanh
Il silenzio è uno dei nomi secolari di Dio. Pablo d’Ors
Scopri l’intenzione e la filosofia di Respira passi!
Perchè scegliere questa modalità di fare esperienza del viaggio?
Imparo a:
- dare spazio a sensazioni di vitalità ed equilibrio come elementi che si apprendono dall’esperienza diretta, dinamica e in movimento in cui apriamo i nostri sensi alla percezione e al momento presente, passo dopo passo.
- aprire la mente ad un nuovo modo di conoscere la realtà. Essere capaci di movimento su un territorio variegato, dinamico e vivo, essere attenti alle influenze del vento, del sole e della pioggia e dell’atmosfera in cui si è immersi; essere attenti a quanto si vive e a come influisce sulla percezione dello stato emotivo interiore e viceversa. Come diceva Einstein: ‘la mente è come un paracadute: funziona solo se si apre’.
- togliermi un pò di mezzo ( non è un’attività per narcisisti :-). Permettiamo alla coscienza di stare in ciò che accade nel momento in cui accade e spostiamo l’attenzione dal pensare al sentire. E’ un esercizio di apertura verso la vita che mette da parte per qualche momento le idee, le convinzioni, le valutazioni e i pregiudizi che abbiamo su ciò che viviamo per farne esperienza diretta, pura e limpida, senza preconcetti.
- riscoprire la semplicità e l’autenticità. E’ possibile gustare e assaporare cose semplici e genuine che richiamano le tradizioni culinarie, gli usi e i costumi dei luoghi che si attraversano, la storia di chi ci ha preceduto, la cultura del luogo, le radici…gioendo della vita e dei suoi doni proprio qui, proprio ora.
- trovare nel respiro un amico fidato. Il cammino stimola le potenzialità del respiro e questa esplorazione guidata e consapevole ci permette di tornare a casa più abili e più energici ad affrontare i sali scendi della vita quotidiana.
- ritrovare la connessione tra corpo e mente. La vera connessione sta nell’instaurare un dialogo in cui fare amicizia con il corpo: il corpo tende sempre all’omeostasi (ovvero all’equilibrio) e ci manda segnali chiari sull’attenzione e cura di cui necessita. Le neuroscienze confermano che il corpo manifesta ciò che la mente non elabora.
- avvicinarmi ad un’esperienza spirituale e silenziosa di unità con la Natura. In tutte le tradizioni sapienziali la Natura è la manifestazione del Divino, è la porta verso la contemplazione dell’Oltre, favorisce il percorso di autoconoscenza e l’apertura spirituale alla Vita ovvero teniamo accese le domande aperte su un Senso che orienta il cammino, dentro e fuori.
Queste esperienze sono accessibili a tutti coloro che sinceramente cercano l’essenziale e il silenzio e hanno uno spirito pellegrino cioè da ricercatore gioioso e aperto alla vita.
Ci accompagna una modalità leggera e cordiale (da cuore che gioisce) in cui connettersi empaticamente alla natura e ai nostri compagni di viaggio, gustare il bene e il bello che sempre è a disposizione e tornare a casa con una sensazione di pienezza, qualche consapevolezza in più e la nostalgia (sana) della Natura.
Scrivi a info@respirapassi.com
Chi vi guida in queste esperienze?
Eccomi! Sono formatrice, facilitatrice in percorsi di consapevolezza, insegnante yoga, istruttrice trekking, pellegrina e propongo percorsi in cui il filo d’oro del respiro guida e orienta ogni passo, tessendo e curando la relazione tra dentro e fuori, per una vitalità e un equilibrio sempre rinnovato. Promuovo sessioni yoga, laboratori di consapevolezza, trekking contemplativi ed esperienze outdoor, arricchite dal prezioso percorso che sto compiendo con gli Amigos del Desierto.
Ho pubblicato con edizioni La Parola il libro: Respira passi. Paesaggi interiori in cammino.
Possiamo dire che RESPIRA PASSI è una filosofia in pratica. E’ recuperare una modalità attenta e curiosa di camminare, togliendo l’affanno di arrivare alla meta, a cui ovviamente si arriva, ma godendo pienamente il percorso, il viaggio, riscoprendo ciò a cui la nostra natura essenziale anela ma che generalmente è coperto dall’ansia di prestazione e dall’affanno di rendimento delle nostre giornate veloci e piene di incastri.